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Immersioni e profondità

Ne ho fatte tante di immersioni ma di essere risucchiato non mi è ancora mai successo.
Mi hanno addirittura abbandonato in mezzo al mare stile “Open water – film” quelli di un noto diving ligure, ora chiuso.
L’ipotesi “buttata li” di un risucchio causato dall’effetto Venturi mi è apparsa solo una occasione per parlare di questo fenomeno fisico.
Punterei l’attenzione soprattutto sulle miscele di gas e sulle quantità.
A quelle quote con un 12 litri ad aria non ci si va se non rischiando grosso, per due motivi soprattutto: poca autonomia e tossicità dell’ossigeno.
A 60 metri la pressione parziale dell’ossigeno è 7 volte quella che respiriamo in superficie, ovvero circa 21%×7.
Sopra 1.4 bar l’ossigeno diventa tossico e a 60 metri è pari a 1.47.
In una 12 litri, inoltre, caricata a circa 200 bar ci stanno 2400 litri (12×200).
Considerato che a 60 metri consumiamo 7 volte di più che in superficie, metti lo stress, un po’ di corrente, quindi sforzo fisico, si esauriscono velocemente.
A riposo si consumano circa 20 litri al minuto pertanto basterebbe per 2 ore. A quella profondità, sempre a riposo durerebbe 17 minuti circa.
Capite bene che non essendo a riposo, dovendo raggiungere la quota di fondo, dovendo poi risalire con soste di decompressione, il margine è veramente minimo.
Perché soste di decompressione? Perché a -60 bastano 5 minuti di fondo per uscire dalla curva di sicurezza il che comporta l’impossibilità di tornare direttamente in superficie.
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