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Doping: controlli nella notte perché? Chi li fa?
Hanno fatto scalpore i controlli degli addetti ITA effettuati nelle ore notturne ad alcuni atleti partecipanti al Tour de France.
Chi è ITA
L’ITA (International Testing Agency) è un’organizzazione internazionale no-profit e indipendente con sede a Losanna (Svizzera). Nasce per gestire e implementare programmi antidoping autonomi per federazioni sportive internazionali, comitati olimpici e organizzatori di grandi eventi.
Da CADF a ITA
È stata l’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) ad affidare all’ITA (International Testing Agency) la gestione operativa del programma antidoping nel ciclismo.
Il passaggio di consegne (2020-2021): La decisione è stata adottata all’unanimità dal Comitato Direttivo dell’UCI all’inizio del 2020 ed è diventata ufficialmente operativa dal 1° gennaio 2021.
Dalla CADF all’ITA: In precedenza, i controlli erano gestiti dalla CADF (Cycling Anti-Doping Foundation), un ente indipendente creato dalla stessa UCI. L’UCI ha scelto di trasferire l’intero impianto operativo all’ITA per garantire una maggiore indipendenza e sfruttare la struttura e le sinergie di un’agenzia internazionale specializzata e multisportiva.
Una sezione dedicata: Per accogliere le peculiarità della disciplina, l’ITA ha integrato il personale della precedente CADF e istituito un’unità operativa specifica dedicata esclusivamente al ciclismo.
Rapporto tra NADO e ITA
Il rapporto tra le NADO (National Anti-Doping Organizations, come NADO Italia) e l’ITA (International Testing Agency) è di cooperazione, coordinamento e complementarità. Entrambe operano nel quadro del Codice Mondiale Antidoping della WADA (Agenzia Mondiale Antidoping), ma con competenze e ambiti d’azione differenti.
NADO (Organizzazioni Nazionali Antidoping): sono enti nazionali con giurisdizione all’interno dei propri confini statali (ad esempio NADO Italia in Italia, USADA negli USA). Gestiscono la pianificazione dei test a livello nazionale, le autorizzazioni per uso terapeutico (TUE) locali e le attività di prevenzione sul territorio.
ITA (International Testing Agency): é un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro con sede a Losanna, nata nel 2018 con il supporto della WADA e del CIO. L’ITA gestisce i programmi antidoping per conto delle Federazioni Sportive Internazionali (come l’UCI per il ciclismo o la World Aquatics) e per i grandi eventi internazionali (come i Giochi Olimpici).
Come collaborano sul piano operativo
Pur mantenendo la propria autonomia, NADO e ITA interagiscono quotidianamente in diverse aree:
Divisione della giurisdizione sugli atleti
- L’ITA si occupa principalmente degli atleti di livello internazionale inseriti nei Registered Testing Pool (RTP) delle singole federazioni mondiali e dei controlli durante le tappe dei circuiti internazionali.
- La NADO si concentra sugli atleti di livello nazionale e sulle gare dei campionati interni.
Tempistiche per scenario
In media, i risultati di un controllo antidoping arrivano in laboratorio ed vengono elaborati entro 10-20 giorni lavorativi (circa 2-3 settimane). Tuttavia, i tempi reali variano in modo significativo a seconda del contesto, dell’urgenza e del tipo di analisi richiesta.
| Scenario | Tempi medi di esito | Note |
| Controlli di routine (fuori gara o gare nazionali) | 10 – 20 giorni lavorativi | Tempistica standard per i laboratori accreditati WADA. |
| Grandi Eventi (Olimpiadi, Grandi Giri come il Giro d’Italia) | 24 – 72 ore | I laboratori applicano una corsia preferenziale (fast-track) per non bloccare lo svolgimento della competizione. |
| Analisi speciali (es. EPO, CIR per steroidi, ormone della crescita) | 3 – 4 settimane | Richiedono strumentazioni complesse e procedure aggiuntive per confermare l’origine sintetica della sostanza. |
| Analisi del Campione B (in caso di positività al Campione A) | 7 – 14 giorni | Viene effettuata solo su richiesta dell’atleta e solitamente richiede la presenza del suo perito di fiducia. |
Il ruolo dell’ITA al Tour de France
L’ITA gestisce in totale autonomia il programma antidoping per la Grande Boucle. La sua presenza e i controlli capillari rispondono a diverse esigenze operative:
Mandato istituzionale e programmato
L’ITA pianifica centinaia di test (sia ematici sia di urina) distribuiti prima e durante le tre settimane di gara. I campioni prelevati vengono conservati per 10 anni, consentendo riesami futuri con tecnologie analitiche più avanzate.
Controlli nei giorni di riposo e test notturni
Durante le giornate di riposo o nelle fasce orarie più inattese, gli ispettori dell’ITA intensificano i blitz nei ritiro delle squadre. L’esecuzione di test fuori competizione ed eccezionalmente anche in orari notturni (previo benestare delle autorità giudiziarie locali) risponde a precisi motivi scientifici e investigativi:
- Contrastare le micro-dosi a rapido smaltimento: Alcune sostanze vietate o trattamenti con tempi di emivita brevissimi potrebbero essere somministrati la sera per non lasciare tracce ed essere smaltiti entro la mattina successiva.
- Garantire l’imprevedibilità: L’assenza di orari “sicuri” riduce a zero il margine di manovra per eventuali manipolazioni biologiche.
Monitoraggio del Passaporto Biologico (ABP)
I controlli non cercano esclusivamente sostanze specifiche o tradizionali (come EPO o steroidi), ma servono a tracciare le fluttuazioni dei parametri fisiologici degli atleti (modulo ematico, steroideo ed endocrino del Passaporto Biologico). Anomalie repentine nei valori ematici o ormonali possono far scattare ulteriori approfondimenti o sospensioni.
Perché Vingegard e Pogacar in piena notte?
Il caso dei controlli notturni su Jonas Vingegaard (alle 02:00) e Tadej Pogačar (alle 05:00), avvenuti prima della 15ª tappa del Tour de France 2026, ha scatenato grandi polemiche.
La decisione dell’ITA di agire nel cuore della notte risponde a precisi motivi legali, regolamentari e scientifici.
Di norma, il codice WADA e il regolamento UCI prevedono una fascia oraria di rispetto per il riposo (solitamente tra le 23:00 e le 06:00), durante la quale non si possono effettuare controlli di routine.
Per poter effettuare un prelievo a sorpresa in piena notte in territorio francese, l’ITA deve richiedere e ottenere un mandato speciale. In questo specifico caso, i test sono stati autorizzati da un giudice delle libertà del Tribunale di Parigi, che in base al Codice dello Sport francese ha avallato la deroga in presenza di specifiche esigenze investigative e protocolli speciali di monitoraggio.
Le ragioni medico-scientifiche
Le motivazioni per cui l’antidoping decide di spezzare il sonno dei due principali contendenti alla maglia gialla sono principalmente tre:
- Lotta alle micro-dosi a rapido smaltimento: le pratiche antidoping moderne e più sofisticate (come la somministrazione di micro-dosi di EPO o certi trattamenti ematici/ormonali) prevedono l’assunzione di sostanze la sera prima di andare a dormire. In questo modo, l’organismo smaltisce la sostanza in poche ore e il campione prelevato la mattina alle 07:00 risulta già negativo o sotto le soglie di rilevabilità.
- Annullamento delle “finestre di sicurezza”: i corridori sanno che tra le 23:00 e le 06:00 non c’è alcun rischio di controllo, questa fascia oraria potrebbe essere considerata una “zona franca”. Controllare alle 2 e alle 5 di notte cancella qualsiasi prevedibilità.
- Verifica immediata del Passaporto Biologico: prelevare un campione mentre l’atleta è a riposo e a digestione quasi ultimata permette di registrare valori ematici purissimi e privi di alterazioni legate allo sforzo o alla disidratazione della tappa.
Le reazioni e la bufera nel gruppo
L’operazione ha centrato l’obiettivo della massima imprevedibilità, ma ha scatenato la protesta delle squadre (Visma-Lease a Bike e UAE Team Emirates) per l’impatto sul recupero psicofisico degli atleti:
- Pogačar ha dichiarato di aver dormito solo 4 ore prima del tappone alpino, pur mantenendo la solita ironia (“Mi sono svegliato, ho ascoltato un po’ di Eminem e ho preso parecchi caffè”), pur sottolineando che gli addetti ai controlli stavano solo eseguendo il loro lavoro.
- Vingegaard si è detto molto sorpreso per un orario così estremo, e la Visma ha manifestato irritazione per la totale mancanza di rispetto dei tempi di riposo.
I blitz alle 2:00 e alle 5:00 del mattino non sono stati un casuale errore di orario, ma una manovra pianificata dall’ITA e autorizzata da un magistrato francese per impedire qualsiasi potenziale manipolazione notturna a rapida scomparsa prima di una tappa decisiva per la classifica generale.